Approvati i Programmi di Sviluppo Rurale di tutte le regioni italiane

L’iter di approvazione dei Programmi di sviluppo rurale delle regioni italiane è terminato.

Nel mese di novembre in particolare sono stati approvati i programmi delle regioni Valle d’Aosta, Abruzzo, Lazio, Basilicata, Calabria e Campania.
In data 20 novembre è stato inoltre approvato il Piano nazionale di sviluppo rurale per il periodo 2015-2020.

Il Psr del Lazio in particolare libera risorse per 804 milioni di euro di fondi pubblici, concentrati principalmente su quattro misure: 222,6 milioni sulla Misura 4 (Investimenti in immobilizzazioni materiali), 114,7 milioni sulla Misura 6 (Sviluppo delle aziende agricole/imprese), 13,9 milioni sulla Misura 11 (Agricoltura biologica) e 70 milioni sulla Misura 19 (LEADER).

Una sintesi di tutti i programmi regionali è stata pubblicata da Coldiretti.

L’etichettatura degli alimenti secondo il Regolamento UE n. 1169/2011: corso a Fondi (Latina)

Il 24 novembre 2015 si terrà a Fondi (Latina), in via Pola 7 dalle ore 10:00 alle 12:00, un corso di formazione organizzato da Q&A con la collaborazione di Spin Lazio Srl, sulla etichettatura degli alimenti (secondo il Regolamento UE n. 1169/2011).

Saranno fornite informazioni di base per consentire a tutti gli operatori di comprendere quali sono gli adempimenti a proprio carico in materia di etichettatura degli alimenti, in modo da non incorrere in sanzioni amministrative e penali.

Il corso è rivolto a tutti gli operatori della filiera alimentare che producono, confezionano, vendono o somministrano alimenti.

Il corso è gratuito e saranno accettate le prime venti iscrizioni ricevute.

Tel.: 06 44252181, email: info@qeasrl.it

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Programma (.DOCX)
Scheda d’iscrizione (.DOCX)

Certificazione e qualità nelle filiere dell’agroalimentare

La certificazione delle filiere agroalimentari è il tema della nuova indagine dell’Osservatorio Accredia.

Le imprese certificate della filiera agroalimentare italiana durante gli anni della crisi hanno incrementato la quota di fatturato per export di 9 punti percentuali, passando dal 27% del 2007 al 36% nel 2014, e quella imputabile direttamente ai prodotti certificati al 70%.

È quanto emerso dall’indagine dell’Osservatorio “Certificazione e qualità nella filiera dell’agroalimentare”, realizzato da ACCREDIA, in collaborazione con il CENSIS, e presentato il 6 ottobre scorso a EXPO Milano 2015 nella cornice del Convegno “Le certificazioni nell’agroalimentare: una garanzia di qualità e competitività in Italia e nel mondo”.

Sono dati che testimoniano quanto sia fondamentale garantire qualità e sicurezza in un settore strategico per l’economia italiana come quello delle produzioni agroalimentari, perché aiuta a rafforzare una delle espressioni del made in Italy più apprezzate nel mondo, in cui rivestono un ruolo chiave le certificazioni di filiera, riguardanti tutte le imprese, aziende agricole di produzione, trasformazione, distribuzione, ristorazione e altre che concorrono alla creazione del valore per il consumatore.

Certificazioni specifiche per la Grande Distribuzione Organizzata, come BRC, IFS e GlobalG.A.P., oltre alle attestazioni regolamentate più note come Bio, DOP, IGP, STG, sono strumenti in grado di consentire alle imprese di accedere ai canali della grande distribuzione, di accrescere il loro volume di affari e di essere competitive a livello internazionale, nonché di soddisfare le esigenze del consumatore finale, in termini di qualità e sicurezza, ma anche le aspettative inerenti a tipicità, territorialità, sostenibilità ed eticità delle produzioni.

Il quaderno: Certificazione e qualità nelle filiere dell’agroalimentare (PDF)

Importante riconoscimento della figura del biologo per la redazione degli studi di incidenza ambientale

Il dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha inviato una lettera al Ministero dell’Ambiente relativamente all’attuazione, in Italia, della direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992, che affronta i temi della conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche.
Da tale nota si evince che in Italia il sistema di valutazione degli impatti nei siti afferenti alla Rete Natura 2000 è afflitto da numerose criticità che hanno come conseguenza ultima, nella maggior parte dei casi, l’approvazione e l’attuazione di interventi che comportano un evidente degrado degli stessi siti.

La comunicazione del Dipartimento pone l’accento sull’impegno che tutte le pubbliche amministrazioni devono garantire per scongiurare il perpetrarsi di tali situazioni. Tra i suggerimenti proposti vi è anche quello di “prevedere che solo professionisti con adeguate conoscenze tecnico-scientifiche possano redigere gli studi di incidenza ed eseguire la VINCA” (ad esempio professionisti in possesso di una laurea in scienze naturali o biologiche o di una laurea equipollente), e “che il firmatario dello Studio non sia il progettista dell’opera né una persona che ha interessi e/o implicazioni legati al progetto”.
L’abilitazione e l’Albo dei professionisti abilitati alla redazione degli Studi di incidenza sarebbe anche una maggiore garanzia di competenza rispetto al solo titolo di studio.

Leggi: nota del Dipartimento per le politiche europee