Le regole della qualità per la qualità delle organizzazioni sociali, incontro il 16 ottobre a Narni

Si svolgerà venerdì 16 ottobre a Narni (TR), nell’ambito del Festival della Sociologia, la discussione dal titolo “Le regole della qualità per la qualità delle organizzazioni sociali”.

L’incontro, organizzato da AICQ-CI, si terrà nella Sala Alvinio Misciano del Teatro Comunale dalle ore 12:20 alle ore 13:30.

Interverranno: Marco Benucci, Sergio Bini, Andrea Calisti, Sergio Fornai, Massimo Leone.

Sarà possibile seguire l’evento sulla pagina: https://www.facebook.com/festivaldellasociologia/

Scarica il programma del Festival della Sociologia 2020 (PDF, 5 MB)

Sviluppo sostenibile delle città e degli ecosistemi: le protezioni in atto e quelle in fieri – Diretta streaming il 28 settembre alle ore 15:30

In occasione della quarta edizione del Festival dello sviluppo sostenibile, lunedì 28 settembre alle ore 15:30 si terrà un incontro su “Lo sviluppo sostenibile delle città e degli ecosistemi: le protezioni in atto e quelle in fieri”. L’incontro è organizzato da Seniores Italia Lazio, con il supporto di Q&A Società tra professionisti biologi.

I relatori affronteranno alcune delle tematiche proposte dall’Agenda 2030: il consumo del suolo, la riduzione dell’inquinamento, l’equilibrio eco-sistemico degli spazi urbani e alcune iniziative a favore della collettività. Saranno così presi in considerazione 3 dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Il Programma dell’incontro
Di seguito il programma dell’incontro con relatori e argomenti trattati:

Introduce e modera
Ing. Valentino D’Antonio – Seniores Italia Lazio

Speakers e argomenti
Arch. Anna Maria Ceci – Seniores Italia Lazio
Agenda 20-30 e Goal 11, Città e comunità sostenibili, ricadute sul consumo di suolo

Dott. Michele Munafò – ISPRA
Ripristinare l’ecosistema: evitare il degrado del suolo e del territorio, Goal 15

Dott. Massimo Leone – Q&A
L’acqua sorgente di vita, Goal 6

Dott. Antonio Ricciardi – Parco Nazionale del Circeo
Le Protezioni in atto: parchi Nazionali, istituzioni e primi esempi, il parco del Circeo

Dott.ssa Cristiana Mancinelli Scotti
Salviamo il paesaggio Il verde urbano

Arch. Claudio Bordi – Urbact
Espansione degli orti urbani

Matteo Amati – Consortium
Nuove espressioni del patrimonio agricolo

Sarà possibile seguire lo streaming lunedì 28 settembre alle ore 15:30 sulle pagine Facebook https://www.facebook.com/ilseminterratodiviasiena e https://www.facebook.com/librerialaltracitta/live e sul canale Youtube della Libreria l’Altracittà.

La certificazione Alliance for Water Stewardship per l’utilizzo responsabile e sostenibile dell’acqua

La certificazione Alliance for Water Stewardship (AWS) rappresenta il primo standard mondiale per l’utilizzo responsabile e sostenibile dell’acqua da parte delle fabbriche e della comunità.

‘Promuovere un uso responsabile dell’acqua insieme alle comunità locali per il bene di tutti’.

Questo l’obiettivo principale dell’Alliance for Water Stewardship, un’organizzazione internazionale composta da membri di aziende leader, no-profit, agenzie del settore pubblico e istituzioni accademiche, che cooperano tra di loro con il fine ultimo di preservare la sostenibilità ambientale dei bacini idrici di tutto il mondo.

A causa della forte crescita demografica e dei cambiamenti climatici, una delle risorse più importanti del nostro pianeta è sempre più a rischio. Secondo il World Resource Institute, un’organizzazione che si occupa di misurare le risorse naturali globali, sono 17 i paesi che attualmente rischiano di rimanere senza acqua con conseguenze disastrose per tutto il mondo.

Sono necessari quindi approcci efficaci che coinvolgano differenti gruppi di interesse, spaziando dal settore pubblico a quello privato.

È proprio alla luce di ciò, che l’Alliance for Water Stewardship ha creato un framework globale adattabile a livello locale, che permetterà alle aziende di prendere decisioni informate sull’uso sostenibile dell’acqua dolce evitando altresì l’inquinamento e il depauperamento delle risorse idriche nei siti adiacenti.

Ottenere la certificazione AWS è infatti un processo rigoroso che comprende una serie di azioni, criteri e indicatori per gestire l’acqua sia a livello di fabbrica, sia al di fuori dei confini di un sito.

Lo standard AWS tiene conto di quattro aree chiave:

Good Water Governance
Amministrazione efficace e responsabile della risorsa acqua

Bilancio idrico sostenibile
Gestione del consumo idrico per garantire che la quantità di acqua prelevata non superi il naturale rifornimento della fonte

Buona qualità dell’acqua
Attuazione di provvedimenti per preservare e migliorare la qualità delle risorse idriche disponibili

Stato di salute delle aree principali legate all’acqua
Identificazione e protezione delle aree del bacino idrico fondamentali per la salute e la sostenibilità delle risorse idriche locali

Proprio all’inizio del 2020 due aziende agricole produttrici di banane in Ecuador (Elba e Encarnacion) hanno ottenuto la certificazione AWS. Queste due aziende sono le prime al mondo ad avere ricevuto la certificazione per questo standard internazionale. Ciò costituisce un importante precedente per assicurare la sostenibilità nella coltivazione di questo frutto in Ecuador, dove la produzione delle banane dà lavoro al 17% della popolazione economicamente attiva.

A questo link è disponibile una sintesi in PDF dello standard Alliance for Water Stewardship.

Giorgia Corbucci

Q&A s.r.l. società tra professionisti è a disposizioni delle imprese e di altre organizzazioni interessate ad approfondimenti sulla certificazione AWS.

È stato pubblicato lo standard tecnico UNI ISO/TS 26030:2020 “Responsabilità sociale e sviluppo sostenibile nella filiera alimentare”

È opinione ormai diffusa che il successo di un’impresa non si fondi esclusivamente sul profitto, ma dipenda anche dalla volontà di promuovere modelli di sviluppo sostenibili e socialmente compatibili.

L’impresa si colloca oggi in un complesso sistema di relazioni, con vari portatori di interesse (stakeholders) ognuno dei quali esercita specifiche pressioni.
Un sistema in cui si aprono per le imprese nuovi rischi ed opportunità. Ambedue non possono essere ignorati e la sfida è saper coniugare competitività e responsabilità sociale (come definita dalla ISO 26000).

In questo scenario si colloca la ISO 26030:2020 il cui obiettivo è quello di allargare i principi della ISO 26000:2010 al settore agroalimentare, indirizzando tutte le organizzazioni del settore, indipendentemente dalla loro dimensione o posizione, ad acquisire comportamenti più socialmente responsabili.

Ma che si intende per responsabilità sociale? E per quale motivo l’imprenditore se ne dovrebbe occupare?

Vista l’ampiezza del significato di responsabilità sociale, diverse sono state le accezioni che le sono state attribuite. A fare un po’ di chiarezza in questo senso è stata, dieci anni fa, la ISO 26000:2010 che definisce la responsabilità sociale come “responsabilità da parte di un’organizzazione per gli impatti delle sue decisioni e delle sue attività sulla società e sull’ambiente”, attraverso un comportamento etico e trasparente che:

• Contribuisce allo sviluppo sostenibile, inclusi la salute e il benessere della società
• Tiene conto delle aspettative degli stakeholder
• È in conformità con le leggi applicabili e coerente con le norme internazionali di comportamento
• È integrato in tutta l’organizzazione e messo in pratica nelle sue relazioni.

Per quanto concerne i vantaggi che si ottengono dall’attuazione della responsabilità sociale, essa oltre ad essere fonte di innovazione e di attrattiva per l’organizzazione, porta numerosi vantaggi quali ad esempio:

• Un miglioramento del dialogo con gli stakeholder
• Maggiore coesione sociale
• Una differenziazione della concorrenza
• Una migliore reputazione
• Migliori prestazioni economiche e industriali
• Una migliore opinione degli investitori, dei donatori, degli sponsor ecc.
• Incrementi di produttività

L’attenersi ai principi della responsabilità sociale diventa così una discriminante importante, per identificare le organizzazioni che passano ‘dalle buone intenzioni alle buone prassi’.

Nello specifico, la ISO 26030 intende essere di supporto alle organizzazioni della filiera alimentare impegnate nel raggiungimento dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. A riguardo è importante considerare che l’SDG 2 promuove specificatamente l’agricoltura sostenibile mentre l’SDG 12 si concentra sui modelli di consumo e produzione sostenibili.

In conclusione, la responsabilità sociale coniuga la qualità del prodotto e l’impatto che il processo produttivo ha su ambiente e collettività. E se questo è importante per tutti i settori, lo è ancor più nel settore alimentare dove, trattandosi di prodotti primari di sussistenza, il consumatore ricerca fiducia ed affidabilità.

A questo link è disponibile una sintesi (PDF) dello standard tecnico UNI ISO/TS 26030:2020.

Giorgia Corbucci

Q&A s.r.l. società tra professionisti è a disposizioni delle imprese e di altre organizzazioni interessate ad approfondimenti sullo standard tecnico UNI ISO/TS 26030:2020.

La corretta gestione dell’acqua in agricoltura, lo standard GlobalGap

Immagine: georgofili.info
Il protocollo GLOBALGAP IFA (Integrated Farm Assurance) è una certificazione volontaria di prodotto, nata con lo scopo di orientare i protocolli di produzione verso pratiche agricole eco-sostenibili.

Le tematiche affrontate dal protocollo vertono principalmente su:

  • Sicurezza alimentare
  • Tutela ambientale
  • Biodiversità
  • Rintracciabilità
  • Salute e sicurezza sui luoghi di lavoro

Lo standard è ormai globalmente riconosciuto per il settore agricolo. L’adesione al protocollo GLOBALGAP rappresenta infatti un prerequisito indispensabile per poter offrire i propri prodotti sui circuiti della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), che richiedono un livello sempre più alto di conformità delle produzioni.

L’ultima frontiera delle richieste della GDO è la gestione sostenibile dell’acqua. Ad oggi circa il 70% dell’acqua dolce del mondo viene impiegata in agricoltura; trattandosi di una risorsa limitata e spesso usata in maniera poco attenta, diventa fondamentale per le filiere del settore agricolo, applicare un approccio sempre più coscienzioso e sostenibile nella gestione di tale risorsa.

Al di là dell’uso oculato e parsimonioso, GlobalGap affronta la gestione dei rischi connessi all’utilizzo dell’acqua in agricoltura tramite lo standard Integrated Farm Assurance (IFA standard). Lo standard nasce nel 2015 e diviene obbligatorio nel 2016.

Come possiamo vedere dal grafico, secondo Globalgap, quattro sono gli ambiti in cui è necessario avere un’accortezza particolare: rintracciabilità, lavoratori, ambiente e sicurezza alimentare. Un’importanza maggiore è riservata alla sicurezza alimentare.

GlobalGap stabilisce uno specifico approccio per la valutazione dei rischi connessi all’uso dell’acqua in questo settore. Tale approccio si basa su una procedura specifica che prevede:

1. L’identificazione delle fonti idriche
2. La valutazione dei rischi
3. Le analisi accreditate
4. Le strategie di mitigazione del rischio

La valutazione dei rischi è una fase fondamentale per il controllo delle acque, in quanto consente di identificare i rischi connessi alle particolari fonti idriche.

Q&A srl società tra professionisti e il laboratorio di analisi accreditato L.I.B.A. sas mettono a disposizione degli agricoltori tutte le competenze necessarie per la valutazione e la gestione dei rischi connessi all’uso dell’acqua.

CSQA mette a disposizione un seminario gratuito sulla corretta gestione dell’acqua in agricoltura rivolto agli operatori del settore.

di Giorgia Corbucci