La Valutazione di Impatto Sociale, webinar venerdì 5 giugno 2020

Venerdì 5 giugno alle ore 19:00 è in programma il webinar “La Valutazione di Impatto Sociale”, promosso da Hermes 4.0 cooperativa sociale, Centrale Valutativa s.r.l., Q&A s.r.l. società tra professionisti e dall’associazione IfoRD.

Il webinar sarà visibile in diretta sulla pagina Facebook di Hermes 4.0.

Il webinar è dedicato in particolare agli Enti del terzo settore (Ets), per i quali la valutazione dell’impatto sociale è un adempimento non obbligatorio. Il rapporto sulla valutazione dell’impatto sociale rappresenta infatti un allegato facoltativo al bilancio sociale.

Le pubbliche amministrazioni possono chiedere la rendicontazione dell’impatto sociale agli Ets, per l’affidamento di interventi che durino almeno 18 mesi, abbiano un valore economico superiore a 1 milione di euro, con una dimensione geografica interregionale, nazionale o internazionale.

Interverranno nel webinar Massimo Leone (Q&A s.r.l. società tra professionisti), Federica Roccisano (Cooperativa Sociale Hermes 4.0), Fabrizio Tenna (Centrale Valutativa s.r.l.). I partecipanti potranno rivolgere domande ai relatori.

Si può partecipare in diretta sulla piattaforma Zoom di Hermes 4.0, iscrivendosi con una e-mail da inviare all’indirizzo info@hermes4punto0.it.

Centrale valutativa s.r.l. ottiene la certificazione ISO 9001 per la progettazione e l’erogazione di servizi di valutazione

Centrale Valutativa Srl – Certificazione ISO 9001
Centrale Valutativa s.r.l. ha ottenuto, con la collaborazione di Q&A s.r.l. società tra professionisti, la certificazione ISO 9001 per le attività di Progettazione ed erogazione di servizi di consulenza, valutazione, assistenza tecnica per le politiche a favore dei settori agricolo, agroindustriale, ambientale, territoriale dello sviluppo rurale, dello sviluppo locale, del welfare pubblico e privato in Italia e all’estero.

La certificazione ISO 9001 rappresenta una conferma della continua attenzione di Centrale Valutativa s.r.l. per la qualità dei servizi offerti e per la soddisfazione di tutte le parti interessate. Ci fa particolarmente piacere collaborare con un’impresa che offre servizi importanti e qualificati alle amministrazioni pubbliche e alle organizzazioni del terzo settore.

Q&A s.r.l. società tra professionisti si congratula con Centrale Valutativa s.r.l. per il risultato raggiunto e con l’ente di certificazione NQA Italia per la professionalità e l’attenzione verso il cliente con la quale ha erogato il servizio, nonostrante le difficoltà causate dalla pandemia CoViD-19.

La gestione della sicurezza nella catena di fornitura, la norma ISO 28000

Con l’aumento della concorrenza, come effetto della globalizzazione, cresce la necessità da parte delle aziende di acquisire certificazioni che valorizzino i loro prodotti/servizi. La ISO 28000, si inserisce in questo scenario garantendo un modello comune in materia di gestione della sicurezza lungo la catena di fornitura (Supply Chain Security).

Essa rappresenta lo Standard Internazionale di riferimento, sviluppato per rispondere alla necessità di implementare, all’interno delle organizzazioni aziendali, un efficace sistema di gestione della security, secondo un modello che ne misuri e ne garantisca nel tempo i livelli di efficienza ed efficacia attesi dall’alta direzione.

Tale standard, riprendendo il classico modello PDCA (plan-do-check-act), si struttura secondo i punti della ISO 14001 e si rivolge ad aziende di qualsiasi dimensione (dalle piccole alle multinazionali) che operano nel settore della produzione, dei servizi, dello stoccaggio e dei trasporti, ad ogni livello della catena di fornitura.

Con l’implementazione di un sistema di sicurezza secondo IS0 28000, le organizzazioni aumentano l’affidabilità e la sicurezza che hanno in tutta la catena di approvvigionamento, favorendo in tal modo una distribuzione di merci e materiali tempestiva e senza problemi.

A riguardo, tale standard risulta essere particolarmente utile come strumento di garanzia diretta o indiretta nelle catene di fornitura del settore agroalimentare in cui, la natura stessa dei prodotti (vedi alimenti freschi, deperibili o soggetti a contaminazione), richiede attenzioni particolari.

La norma, la cui valenza è oggi universalmente riconosciuta a livello mondiale, sta riscuotendo sempre più l’attenzione dei grandi players internazionali, allo scopo di rispondere alle esigenze dettate dalla casa madre o di soddisfare specifiche richieste di top clients e dei propri stakeholders.

Di seguito elencati obiettivi e vantaggi della ISO 28000:

Obiettivi
• Stabilire, attuare, mantenere e migliorare un sistema di gestione della sicurezza
• Assicurare la conformità con la politica di gestione della sicurezza
• Dimostrare tale conformità a terzi
• Richiedere la certificazione del proprio sistema di gestione della sicurezza da un ente di certificazione accreditato oppure
• Compilare un’autodichiarazione di conformità alla presente norma internazionale

Vantaggi
• Rendere visibile ai clienti e alle autorità l’impegno dell’Organizzazione nella gestione della sicurezza della supply chain
• È un efficace strumento per tenere sotto controllo la supply chain e, attraverso l’evidenza dei punti di controllo critici, pianificarlo al meglio.
• Utilizza l’approccio preventivo alla gestione dei pericoli per il controllo della supply chain all’interno di un sistema di gestione più complesso, quale ad esempio il Sistema Qualità e Ambiente.
• Permette di crescere di competitività, credibilità e visibilità sul mercato di riferimento.

Giorgia Corbucci

Q&A s.r.l. società tra professionisti è a disposizione delle aziende interessate ad approfondire la conoscenza della ISO 28000.

Dichiarazioni etiche attendibili sulle etichette, la normativa ISO/TS 17033 chiarisce principi e requisiti

“Prodotto di origine locale”, “prodotto in modo sostenibile”, “Km 0”… Sulle etichette, dichiarazioni come queste, le vediamo tutti i giorni ormai. E forse altrettanto spesso ci chiediamo se effettivamente dicono il vero o se sono semplicemente tecniche di marketing. In fondo cosa significhi esattamente “prodotto in modo sostenibile” sono in pochi a saperlo e forse in molti a volerlo sapere.

A fare un po’ di chiarezza su questa tematica è intervenuta la ISO, pubblicando delle linee guida e stabilendo così delle modalità concordate a livello internazionale, per l’applicazione di dichiarazioni etiche. Di qui, nasce la ISO/TS 17033: “Ethical claims and supporting information – Principles and requirements”.

Tale normativa è stata sviluppata in maniera congiunta da CASCO (Comitato ISO per la valutazione di conformità) e COPOLCO (Comitato ISO per la politica dei consumatori) ed è destinata a produttori, fabbricanti importatori e distributori le cui attività e prodotti risultano essere attenti alla produzione locale, al non impiego di lavoro minorile, al benessere degli animali oppure al commercio equo.

Secondo Jenny Hillard, coordinatore dei lavori di sviluppo della ISO/TS 17033, il mondo dell’etichettatura etica è estremamente complesso. “Esistono molte dichiarazioni etiche e tipologie di schemi etici di etichettatura, nonché differenze di interpretazione da un paese all’altro. La ISO/TS 17033 è progettata per assemblare gli elementi chiave di questi schemi e definire dichiarazioni etiche chiare, ben comprensibili ed affidabili”.

Stando alla ISO/TS 17033, i principi chiave che devono ispirare le dichiarazioni etiche sono:

1. Attendibilità
Le dichiarazioni etiche devono essere accurate, verificabili, pertinenti e non fuorvianti

2. Rilevanza
Le dichiarazioni etiche devono esaminare tutti gli aspetti rilevanti. Esse devono inoltre rispettare le conoscenze scientifiche, l’innovazione e i codici di buone prassi applicabili, tenendo conto, se necessario, delle condizioni locali. Infine, lo sviluppo di tali dichiarazioni deve tenere in considerazione tutti gli aspetti rilevanti del ciclo di vita di un prodotto o della catena di approvvigionamento di un’organizzazione.

3. Trasparenza
Le informazioni riguardanti la procedura, la metodologia e tutti i criteri e le ipotesi utilizzate a sostegno di una dichiarazione etica devono essere pubblicamente disponibili e facilmente accessibili.

4. Coinvolgimento delle parti interessate
Le dichiarazioni etiche devono tenere conto di tutte le parti interessate, compresi i paesi in via di sviluppo ove necessario.

5. Equità
Le dichiarazioni etiche devono essere elaborate e dichiarate solo dopo una considerazione informata e obiettiva dell’impatto che esse potrebbero avere sulle generazioni, sulle regioni e sui gruppi sociali e nel rispetto della dimensione economica, sociale e ambientale della sostenibilità.

Tali principi, hanno fornito le basi per l’identificazione dei requisiti fondamentali per lo sviluppo di valide dichiarazioni etiche. Di seguito ne elenchiamo alcuni:
• Essere accurati e non fuorvianti
• Evitare esagerazioni ed omissioni
• Avere basi sostanziali e verificabili
• Essere solidi e consistenti al fine di aiutare i consumatori a fare scelte consapevoli
• Evitare di mascherare le prestazioni scadenti
• Essere pertinenti all’area in cui si verifica il relativo impatto etico
• Fornire informazioni relative alla situazione reale
• Essere supportati da documenti e informazioni verificabili
• Garantire riesamini ed aggiornamenti ove necessario, per riflettere i cambiamenti nelle tecnologie, nei prodotti competitivi o in altre circostanze che potrebbero alterare l’accuratezza delle dichiarazioni.

Giorgia Corbucci

Q&A s.r.l. società tra professionisti è a disposizione delle aziende e delle organizzazioni di consumatori interessate ad approfondire la conoscenza della norma ISO TS 17033:2019 e valutare l’opportunità di applicarla.

Emergenza CoViD-19, indicazioni tecniche del SNPA sugli aspetti ambientali della pulizia degli ambienti esterni e dell’utilizzo di disinfettanti

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) con parere del 18 marzo 2020 ha fornito indicazioni generali sulla “Disinfezione degli ambienti esterni e utilizzo di disinfettanti (ipoclorito di sodio) su superfici stradali e pavimentazione urbana per la prevenzione della trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2 del 17 marzo 2020”.

Nel parere l’ISS affronta il tema del lavaggio (pulizia con detergenti) e della disinfezione stradale e delle pavimentazioni urbane, confermando l’opportunità di eseguire la pulizia delle strade con saponi o detergenti convenzionali, evitando la produzione di polveri e aerosol. L’ISS valuta che l’utilità della disinfezione non è accertata, in quanto non esiste alcuna evidenza che le superfici calpestabili siano implicate nella diffusione dell’epidemia CoViD-19.

L’ISS ritiene, altresì, importante sottolineare che esistono informazioni contrastanti circa l’utilizzo di ipoclorito di sodio e la sua capacità di distruggere il virus su superfici esterne (strade) e in aria. L’efficacia delle procedure di sanificazione per mezzo dell’ipoclorito di sodio su una matrice complessa come il pavimento stradale non è peraltro estrapolabile in alcun modo dalle prove di laboratorio condotte su superfici pulite.

Il Consiglio del Sistema Nazionale a rete per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) ha ritenuto opportuno dare alcune indicazioni uniformi sul territorio nazionale al fine di garantire la minimizzazione dei possibili impatti ambientali di tali pratiche.

L’uso di Ipoclorito di sodio (sostanza corrosiva per la pelle e dannosa per gli occhi) per la disinfezione delle strade può provocare un aumento di sostanze pericolose nell’ambiente con conseguente possibile esposizione della popolazione e degli animali. Esso può nuocere alla qualità delle acque superficiali arrecando anche un danno alla vita negli ambienti acquatici, nonché alla qualità delle acque sotterranee qualora veicolato tramite acque di scolo non convogliate negli impianti di depurazione.

L’ipoclorito di sodio in presenza di materiali organici presenti sul pavimento stradale potrebbe dare origine a formazione di sottoprodotti estremamente pericolosi, quali clorammine e trialometani e altre sostanze cancerogene volatili. Non è inoltre possibile escludere la formazione di sottoprodotti pericolosi non volatili che possono contaminare gli approvvigionamenti di acqua potabile.

Per quanto riguarda le concentrazioni di ipoclorito di sodio da utilizzare nelle operazioni di disinfezione stradale e pavimentazione urbana è opportuno, anche per garantire la tutela ambientale, far riferimento quelle indicate per la sanificazione di oggetti e superfici soggette a contatto diretto con la popolazione, da realizzarsi, come per le altre superfici, con soluzioni di ipoclorito di sodio allo 0,1%, dopo pulizia con un detergente neutro.

Scarica:
Documento di indirizzo approvato dal Consiglio del SNPA il 18/03/2020 (PDF)
ANID: BUONE PRASSI IGIENICHE NEI CONFRONTI DI SARS-COV-2 (PDF)