“Io e Iasmina. Diversamente zingara”, il 16 giugno la presentazione del libro a Roma

Rossella Mortellaro, biologa socia di Q&A srl, presenta il suo libro “Io e Iasmina. Diversamente zingara” (Infilaindiana Edizioni), sabato 16 giugno alle ore 11:00, a Roma presso Il Seminterrato (via Siena 2), con Giovanna Maria Seddaiu, Consigliera del Municipio Roma 2 e Luigi Bevilacqua, delegato per la Calabria della Fondazione Romanì.
Modera la discussione Gianluca Palma, dell’associazione daSud.
Collaborano all’iniziativa le associazioni Laura Lombardo Radice e IfoRD.

Io e Iasmina, diversamente zingara è la storia vera del rapporto che s’instaura tra Iasmina, rom rumena di sedici anni, e le sue cosiddette amiche del caffè, ossia sette mamme che ormai da qualche anno, dopo aver accompagnato i figli a scuola, possono “permettersi” di bere un caffè prima di iniziare la giornata. Sfondo della vicenda il quartiere Nomentano di Roma, ruotante intorno a piazza Bologna, uno dei punti nevralgici della città nonché crocevia di realtà sociali molto differenti tra loro.

La storia narra le mille difficoltà incontrate dalle sette mamme per cercare di aiutare Iasmina, finendo inevitabilmente per mettere in evidenza l’inefficienza delle istituzioni e il fallimento delle associazioni che di rom si dovrebbero occupare e invece si perdono in altro. Spesso la maturità di Iasmina mette in crisi il ruolo di madri delle sue interlocutrici: una ragazzina di 16 anni (che nel frattempo arriva a 19), stretta tra l’ingenuità e la leggerezza di un’adolescente e la necessità di crescere in fretta.

Iasmina mette in crisi soprattutto Rossella, l’Io del titolo, che inizia a riflettere sulle proprie origini, lei che, come Iasmina, a piazza Bologna c’è arrivata partendo dalla periferia della città. Anche Rossella si sente un po’ zingara, come tutti quelli giunti a Roma da mille posti diversi e tutti alla ricerca di una propria dimensione.

Rossella è “trascinata” da Iasmina nel suo mondo “diverso” ai margini della vita consueta e costretta, suo malgrado, a osservare la realtà da una nuova prospettiva. È proprio il superamento di questo margine quotidiano che assume i connotati di un’opportunità per sentirsi “diversi”, un poter passare “oltre” il nostro abituale modo di essere.