L’integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici

Il Ministro dell’ambiente ha adottato, con il Decreto 6 giugno 2012 , la “Guida per l’integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici”, facendo riferimento al punto 1.1 del “Piano di azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione”. Questo punto del Piano di azione fa presente la necessità di considerare il tema della sostenibilità in modo più ampio tenendo conto, nei bandi di gara della Pubblica Amministrazione, anche dei criteri sociali.
Il decreto del 6 giugno tiene conto anche del documento pubblicato dalla Commissione europea “Acquisti sociali. Una guida alla considerazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici”.

Le stazioni appaltanti sono invitate a valutare se e come applicare la guida, in ragione del grado di rischio di violazione dei diritti umani proprio delle diverse catene di fornitura. Vengono segnalati tra i settori a rischio il tessile e l’agro-alimentare.
Gli aspetti che dovrebbero caratterizzare gli appalti pubblici socialmente responsabili sono:
• la promozione delle opportunità di occupazione;
• la promozione del lavoro dignitoso
• la promozione della conformità con i diritti sociali e del lavoro
• la promozione dell’inclusione sociale e la promozione delle organizzazioni dell’economia sociale
• la promozione dell’accessibilità e della “progettazione per tutti”
• la considerazione degli aspetti legati al commercio equo e solidale
• lo sforzo teso a ottenere un impegno più esteso di natura volontaristica verso la
• responsabilità sociale di impresa
• la protezione dalla mancata osservanza dei diritti umani e la promozione del rispetto degli stessi
• la promozione delle piccole e medie imprese.

Secondo la guida adottata dal Ministro per l’ambiente: “L’applicazione dei criteri sociali si basa sulla qualità delle informazioni relative alle condizioni di lavoro che si verificano lungo la catena di fornitura. Per questo motivo, l’approccio da adottare si basa sulla trasparenza e la tracciabilità della catena di fornitura.
Tale approccio prevede la costruzione di un processo di facilitazione, ossia di un “dialogo strutturato” tra le Amministrazioni aggiudicatici e i relativi fornitori, …, attraverso il quale si sviluppa la dimensione della responsabilità sociale nell’ambito del settore degli approvvigionamenti pubblici”.

Il dialogo strutturato, secondo la guida, si articola nelle seguenti fasi:
1. Informazione agli operatori economici
2. Inserimento di clausole contrattuali relative alla conformità a standard sociali minimi tra le condizioni di esecuzione contrattuale
3. Sottoscrizione di una dichiarazione di conformità a standard sociali minimi
4. Compilazione di un questionario di monitoraggio della conformità agli standard sociali minimi
5. Richieste di chiarimenti ed incontri
6. Verifiche ispettive
7. Azioni correttive
8. Penalità.

Q&A s.r.l. può fornire la propria collaborazione alle amministrazioni che vogliono introdurre criteri sociali nelle procedure di acquisto, assistendole in tutte le fasi del dialogo strutturato.