L’agricoltura biologica è un tipo di agricoltura che considerando l’intero ecosistema agricolo, sfrutta la naturale fertilità del suolo favorendola con interventi limitati, promuove la biodiversità ed esclude l’utilizzo di prodotti di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere), e degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM).
Per difendere le colture si selezionano specie resistenti alle malattie e s’interviene con tecniche di coltivazione appropriate come, per esempio:
• la rotazione delle colture (si evita di coltivare per più stagioni consecutive sullo stesso terreno la stessa pianta; in questo modo si impedisce ai parassiti di proliferare e si utilizzano in modo più razionale e meno intensivo le sostanze nutrienti del terreno);
• la piantumazione di siepi ed alberi (ricreando il paesaggio danno ospitalità ai predatori naturali dei parassiti e fungono da barriera fisica a possibili inquinamenti esterni);
• la consociazione (coltivazione contemporanea di piante diverse, l’una sgradita ai parassiti dell’altra).
In agricoltura biologica si usano fertilizzanti naturali come il letame ed altre sostanze organiche compostate (sfalci, ecc.) e sovesci (si incorporano nel terreno piante appositamente seminate, come trifoglio o senape).
L’agricoltura biologica è è disciplinata a livello comunitario dal Regolamento CEE 2092/91. L’1 gennaio 2008 andranno in vigore i regolamenti 834/2007 e 899/2008.